“Quello Che Resta”.
L’installazione permanente, ideata dall’artista Gianfranco Anastasio, rappresenta un’esperienza unica nel suo genere che occupa il piano nobile del palazzo e si configura come un vero e proprio itinerario nella filosofia della conoscenza. Attraverso un sapiente intreccio di sale immersive, quadrerie storiche e opere contemporanee, la mostra esplora il complesso passaggio di paradigma culturale tra modernità e post-modernità .
Il visitatore è invitato a compiere un viaggio che supera le tradizionali separazioni tra saperi scientifici, artistici e filosofici, offrendo una visione unitaria e profonda della realtà .
Il percorso si sviluppa attraverso suggestioni visive e concettuali di forte impatto, come la soglia che racconta la fine dell’utopia dell’oggettività assoluta mediante uno shock estetico. Tra gli elementi più iconici dell’allestimento si trovano dieci aste di legno carbonizzate con anelli d’oro e una quarta parete interamente dorata, sulla quale si staglia la formula del principio di indeterminazione di Heisenberg.
Questo accostamento tra fisica quantistica e sacralità della luce dorata, tipica della tradizione iconografica, suggerisce che sia possibile solo una ontologia negativa della natura, aprendo uno spazio in cui l’arte diventa rivelazione della pura bellezza e dell’ineffabile.
“Quello Che Resta” non è solo un’esposizione, ma uno spazio-tempo esistenziale che riflette il travaglio del Novecento: dalla frammentazione del pensiero scientifico alle crisi globali, fino alla consapevolezza del limite umano.
Ogni dettaglio, dalle mattonelle d’ottone incise sul pavimento alle opere come l’Ala di Icaro, contribuisce a creare una relazione sensibile e imprevedibile con il visitatore, stimolando una riflessione sul tempo, sui luoghi e sul mutamento dei paradigmi.
Al termine del percorso, chi attraversa le sale resta avvolto dalla gloria di una luce che, oltre la fragilitĂ umana, restituisce dignitĂ e splendore a ogni forma di vita sulla Terra.